Robert Croma

Paper boy - Nicaragua

Abbiamo parlato non molto tempo fa della travagliata storia a lieto fine dei negativi perduti di Robert Capa. Anche quella di Robert Croma è la storia di un fotoreporter – certo non famoso come Capa – nonché dei suoi viaggi, degli eventi che hanno fatto la storia e dei suoi negativi perduti.

Croma racconta infatti sul suo spazio su Flickr: «Molti dei miei lavori che risalgono ad anni fa sono andati perduti – il che dice molto sullo stato in cui la mia testa si trovava all’epoca. Mi rimangono alcune stampe, di cui qualcuna laminata, le altre no, che ho recuperato fotografandole con una macchina digitale.»

Quello che rimane dei suoi reportage, risalenti per lo più alla fine degli anni ’80, ci racconta la Pechino dell’epoca di Piazza Tien An Men, il Nicaragua, Israele e la Palestina. Incuriositi dal personaggio e affascinati dai suoi scatti, abbiamo chiesto a Robert Croma di raccontarci qualcosa in più di sé e della sua attività fotografica.

Tank Boy – Managua, Nicaragua

IiBN: «Prima di tutto vorrei chiederti di presentarti brevemente ai lettori di Idee in Bianco e Nero.»

RC: «Vivo a Londra e lavoro saltuariamente nell’industria cinematografica da alcuni anni. In precedenza ho svolto altri lavori. In particolare, per 7 anni ho lavorato a Londra come fotografo professionista di news e reportage per conto di media nazionali e internazionali. Ero un fotografo autodidatta e freelance, ed ho sempre preferito essere indipendente piuttosto che diventare un fotografo dipendente a tempo pieno. Originariamente facevo parte di un importante gruppo di fotografi che si occupava di questioni politiche e sociali per conto della stampa indipendente. In questo modo finii per vedermi commissionati dei lavori dalla stampa mainstream

IiBN: «I tuoi reportage dalla Cina, dal Nicaragua, da Israele, e quelli relativi a tematiche sociali come per esempio l’attivismo gay e la Jesus Army sono stati realizzati su commissione?»

RC: «Non tutti i miei reportage sono stati realizzati su commissione. Alcuni sono nati da miei personali spunti di riflessione, poiché io ero interessato all’argomento. Tuttavia, tutti i miei reportage più speculativi in genere venivano immediatamente venduti.»

Rail Station – Leòn, Nicaragua

JesusArmyRallyJesus Army Rally ~ Clapham Common, London

IiBN: «Quelli citati sopra sono gli unici reportage che hai realizzato in un teatro di guerra, o in luoghi in cui era in corso una rivolta o una guerriglia? Ci sono altri di cui non hai più stampe o negativi? A questo proposito, se non ti dispiace raccontarcelo, potrei chiederti come ti è accaduto di perdere tutti i tuoi negativi?»

RC: «Ho realizzato anche dei reportage sul conflitto nord irlandese e sulla guerriglia in El Salvador – quest’ultimo era un posto particolarmente pericoloso per un fotografo in quel periodo. Tutti i negativi di quel periodo non si trovano più. Purtroppo sono scomparsi quando ho abbandonato la fotografia professionale in modo abbastanza improvviso per coltivare altri interessi. Magari un giorno riemergeranno. Recentemente ho sentito dire che alcuni di essi, tra cui alcuni negativi dei miei reportage dalla Cina, potrebbero essere conservati da qualche parte negli Stati Uniti. La caccia è ancora aperta.»

«La mia attività di reportage aveva raggiunto un momento di impasse creativo. Trovavo difficile conciliare le mie esigenze artistiche e le restrizioni legate all’attività documentaristica e al reperimento di notizie. Il reportage, se fatto bene, è una forma espressiva meravigliosa, necessaria, che tuttavia in quel momento non sentivo più il desiderio di coltivare. In altre parole, avevo bisogno di trovare modi alternativi di esprimere la mia creatività. Quindi ho iniziato a scrivere e a studiare cinematografia. Ho scritto un romanzo, una piccola casa editrice inglese me lo ha accettato, ma appena prima della pubblicazione del mio libro è fallita! Poi ho scritto alcune opere brevi per il teatro, che sono state messe in scena a Londra, e parecchie sceneggiature, nessuna delle quali è stata poi prodotta. Ho scritto anche alcune commedie per la BBC radio.»

Resting Student – Tiananmen Square, Beijing

Riot in Beijing – China - June 1989

IiBN: «Quale ruolo sentivi di avere come fotografo quando ti trovavi a documentare un conflitto o un evento importante come la rivolta di piazza Tien An Men a Pechino?»

RC: «Principalmente ero lì per testimoniare e registrare, per interpretare e mostrare.»

IiBN: «Quale è stata l’esperienza che ti ha colpito di più durante questi viaggi?»

RC: «L’umanità che condividiamo – per quanto complessa essa sia.»

Shopkeeper ~ Taroudant, Morocco - 1986

A weekend away

IiBN: «Quali fotografi sono per te fonte d’ispirazione, e perché?»

RC: «Il mio apprezzamento per la fotografia e per i fotografi copre un ampio spettro. Ma parlando di ispirazione, suppongo che le immagini che risalgono alla mia giovinezza siano la vera fonte della mia immaginazione creativa. Come i romanzi che leggevo da ragazzo, le fotografie colpiscono la mente in modo incontrollato quando sei giovane, e ancora adesso quelle impressioni passate risuonano nell’inconscio.»

«Torno spesso alle immagini di Henri Cartier-Bresson perché è uno dei primi in cui mi sono imbattuto in modo significativo quando ero un ragazzino. Trovai un suo libro fotografico nella biblioteca della scuola quando avevo 12 anni. Quelle immagini toccarono in me corde profonde. C’era qualcosa in esse che mi colpì profondamente. Oltre alla bellezza delle sue composizioni, e alla grande portata storica del loro contenuto, a quel ragazzino parve che viaggiare e scattare fotografie di luoghi lontani e della gente che li abitava dovesse essere qualcosa di veramente glorioso e romantico.»

«Un amico mi ha appena regalato un fac-simile dello scrapbook di Cartier-Bresson, pubblicato in occasione della mostra “Le Scrapbook d’Henri Catier-Bresson” che si è svolta a Parigi, presso la Fondazione HCB, nel 2006. L’album contiene immagini scattate tra il 1932 e il 1946. E’ un libro assolutamente strepitoso, stampato in modo favoloso, e molte fotografie sono nel loro seppia originale. Quando guardo questo libro mi ritornano ancora in mente quei sentimenti lontani che provai quando per la prima volta mi imbattei in quest’opera.»

Two Pax Christi Peace Activists, Ministry of Defence ~ London - 1989

Robert Wyatt and Poet and Painter Alfreda Benge ~ London

IiBN: «Ho visto sul tuo sito che ora ti definisci un vlogger – ovvero un video blogger. Consideri questa un’evoluzione della tua esperienza di fotografo o si tratta di qualcosa di completamente diverso?»

RC: «E’ decisamente un’evoluzione. Che cos’è un video se non una serie di fotogrammi connessi tra loro? Mi interessa ancora la narrazione, il raccontare storie. Anche se ora tendo a pensare che uno dei modi migliori di dire la verità è attraverso le bugie della narrativa. Questa è la speranza che ho per il video.»

Gli scatti di Robert Croma sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic. Cliccando su ciascuna delle immagini riprodotte sarete trasferiti alla rispettiva pagina di Flickr, dove è possibile visualizzarne la didascalia. Robert Croma è presente su Flickr con il nome Cromacom.

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