Rui Palha

«Sono nato in Portogallo nel 1953 e vivo a Lisbona. Credo che non sia corretto “parlare” di me stesso, sono gli altri la migliore giuria su ciò che sto facendo in questo mondo. Ho solo da aggiungere che qualsiasi fotografo di strada deve provare amore e aver rispetto per la strada e per i suoi i principali attori. Posso comunque provare a rispondere.»

Così Rui Palha ha risposto alla nostra richiesta di rispondere ad alcune domande su di lui e sul suo modo di essere fotografo di strada.

IiBN: «Di sicuro, dalle tue immagini traspare un forte sentimento di identità lusitana. Noi però ci chiedevamo se c’è anche un background sociologico dietro l’interesse fotografico.»

RP: «C’è di sicuro un interesse sociologico nel mio approccio alla strada. Sono impegnato in alcuni progetti sociali in quartieri disagiati di Lisbona e cerco sempre persone autentiche. Ogni giorno imparo qualcosa dagli sconosciuti che incontro per strada.»

IiBN: «La Saudade è presente nelle coscienze della gente e nei popoli di buona parte del sud del mondo. Si è diffusa anche in Brasile, cosi come in tutti i paesi in cui è presente la cultura lusitana. Molti sostengono che la Saudade, cosi come il Fado, sia ormai parte anche della moderna identità lusitana, in un Portogallo moderno, che ha sposato tradizione e modernità. È un modo di vivere, di sentire la vita, un legame con il passato e con il ricordo di tempi passati e al tempo stesso la speranza di essere felici ancora in futuro. A noi sembra che questo sia un po’ il filo conduttore di molte tue immagini.»

RP: «La Saudade è una buona e ben accetta dote che caratterizza tanti fotografi umanisti. Io penso che dobbiamo davvero amare le persone per catturare i loro sentimenti, tutta la loro ricchezza interiore, per crescere ogni giorno come fotografi.»

IiBN: «Vorremmo quindi approfondire con te il tema della fotografia di strada e, in particolare, i ritratti di strada. Alcuni fotografi seguono una precisa metodologia, dall’approccio alle inquadrature e via dicendo. Tu come ti regoli?»

RP: «Penso che questo punto sia stato focalizzato nelle precedenti risposte. Provo sempre a dialogare con le persone per strada anche se a volte devo riuscire ad esser quasi invisibile per cogliere la loro vera essenza. Di solito, dopo, torno a cercare i soggetti fotografati per regalar loro una stampa. Questo è un buon modo per assicurarsi una loro futura disponibilità.»

IiBN: «Dall’osservazione del tuo stream si individuano alcuni temi principali: i ritratti ravvicinati, la pioggia che modifica l’atteggiamento delle persone, l’osservazione del movimento, l’osservazione dell’attesa. È una scelta predeterminata? Sono dei temi su cui lavori intenzionalmente? Se è cosi, perché li hai scelti?»

RP: «Non posso dire di aver dei temi privilegiati. I miei temi sono la strada, le persone, le sensazioni, la vita. Cerco poi sempre di cogliere il momento decisivo anche se non sono mai riuscito a catturarlo e forse non lo catturerò mai. Prediligo le condizioni di scarsa luce, i giorni di pioggia e i posti disagiati, ma prima di ogni cosa io amo la gente, la gente autentica. Di solito cammino per circa 15-20 km al giorno, parlando con sconosciuti e fotografando quello che posso e ciò che sento durante il tragitto. A volte è facile, a volte no. Spesso ripeto lo stesso percorso che, pur essendo lo stesso, ogni volta mi appare diverso. La gente è sempre diversa, cosi come diverse appaiono le situazioni. Il mio modo di esser fotografo è un po’ solitario, ma mi sento sempre in compagnia del mondo che mi circonda.»

IiBN: «Le tue foto sono presenti solo su Flickr? Hai mai stampato dei libri o fatto delle esposizioni? Hai poi mai pensato ad uno sbocco professionale per questa tua passione?»

RP: «Ho molte foto presenti su altri siti fotografici, ma Flickr rimane la mia vetrina favorita e con più immagini. Non ho mai dato alle stampe dei veri e propri libri fotografici ma soltanto alcuni fascicoli con alcune immagini. Per adesso non ho molto tempo libero da dedicare ad un’opera come un libro, forse in un futuro. In quanto alle esposizioni, ne ho fatte in passato otto di cui due collettive e sei individuali. L’ultima è stata molto impegnativa per la mia salute e le mie finanze. Sono state esposte 127 stampe, in formato 30×40, in un grande spazio espositivo al centro di Lisbona. No, io sono e sarò sempre un amatore e un apprendista.»

Di seguito il testo originale dell’intervista in inglese:

IiBN: «Who is Rui Palha, who is the person behind the photographs we see? Why does he shoot them? For sure, your images convey a strong feeling of Lusitanian identity. We were wondering, anyway, whether your photographic work is also driven by a sociological interest.»

RP: «I have always a sociological interest on my street “work”, of course. I am involved in some social projects in problematic neighborhoods of Lisbon. I always look for real People and I learn a lot everyday with the anonymous people in the streets.»

IiBN: «Saudade as a concept can be found in the consciousness of people in many areas of the world’s “South”. It is also widespread in Brasil, as well as in all the Lusitanic countries. Many believe that Saudade, as well as Fado, is nowadays also a part of the modern Lusitanic heritage, in a modern Portugal, in which tradition and modernity are blended. It is a way of life, a way of feeling, a connection with the past and with the memory of times gone by and at the same time a hope for future happiness. It seems to us that this might be the fil rouge connecting many of your images.»

RP: «Saudade is a good and very well seen feeling for a characterization of the majority of humanized photographs. I think we must love people to capture their feelings, all their interior richeness that make us, photographers, grow up everyday.»

IiBN: «Therefore, we would be glad to discuss street photography with you, focusing in particular on street portraits. Some street photographers have a specific approach to this photographic genre, they have their own way of approaching people, they compose their images in specific ways and so on. What about you?»

RP: «I think this point was focused in the previous words. I always try to speak with people on the streets, but many times I have to be almost invisible to get the real person without pose. Usually I look for the people I photograph to give them a print. It’s a good way to have their future trust.»

IiBN: «Four main themes can be identified by observing your photostream: close-up portraits, rain (which alters people’s behaviour), the observation of movement, the observation of people waiting for someone or something. Is this a pre-determined choice? Do you work on these themes on purpose? If yes, why did you chose them?»

RP: «I can’t say I have a main theme. My theme is street, People, feelings, life… I am always looking for THE moment, I never captured and, probably, I will never find. I like low light conditions, rainy days and problematic places. First of all I like People, real People. Usualy I walk on foot about 15 to 20 kms a day… walking, talking with anonymous people, photographing what I can and what I feel. Sometimes it’s easy, other times it’s not. Many times I repeat the traject, it is always different in spite of being the same. The people is always changing as well as the situations. My type of photography is a task a little bit solitary, but I feel always accompanied by the world that surrounds me.»

IiBN: «Are your photos present on flickr only? Have you ever had books containing your photos? Or have you ever done any exhibition? Have you ever thought of turning amateur photography into a career?»

RP: «I have photos present in some other photographic sites (Onexposure, Altphotos, etc), but Flickr is my first one and the more updated, I think. I don’t have any formal book, only some booklets. I don’t have spare time (nor profile) to prepare a book now. Maybe in the future. I made about 7 or 8 exhibitions (2 collective and 6 individual). The last one was too big (for my health and pocket) with 127 photographs 30X40 in a big space located in a very central place in Lisbon. No, I am and I will be an ethernal amateur and apprentice.»

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3 Risposte to “Rui Palha”

  1. fabusdr Says:

    Ciao,
    le classiche belle immagini e bei bianco e neri. Molto piacevole e qualche volta con un tocco di genialità.
    Vi volevo segnalare un piccolo errore di traduzione: dall’originale inglese sembra che il tipo abbia fatto 6 individuali, non due.
    ciao ciao
    f

  2. Grazie Fabiano. Sembra che qualcuno abbia corretto l’errore prima di me. Cerchiamo sempre di essere quanto più meticolosi possibile, ma qualcosina sfugge sempre. Per fortuna sul web si può correggere :)

  3. Conosco da poco questo artista ,ma l’ho amato subito !!! Lui sa trasmettere grandi emozioni … Deve essere un Grande Uomo, pieno di Anima …..che sa trasportare nelle sue foto. Ha uno sguardo magnetico… Lo adoro !!!!!! Celestinarinaldi@yahoo.it Celestina Rinaldi

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