Scatti di guerra

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Lee Miller - Bambini si arrampicano per raggiungere la razione di cioccolato Fred Feekart's dal conducente della jeep - Dinard, France, 1944.

65 anni dopo lo sbarco in Normandia, le Scuderie del Quirinale a Roma hanno celebrato l’anniversario con una mostra, aperta fino al 30 agosto 2009, che raccoglie due serie di scatti che narrano, in modi diversi, quegli eventi e quelli che seguirono, nelle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale.

Gli sguardi di due fotografi corrono paralleli lungo le sale dell’esposizione: Lee Miller, americana, fotografa professionista, accreditata al seguito dell’esercito statunitense, e Tony Vaccaro, ventenne americano di origine italiana, soldato-fotografo, raccontano la tragedia della guerra da due punti di vista differenti.

Lee Miller viaggia con la sua Rolleiflex attraverso la Francia, racconta la Saint Malo assediata e colpita col napalm e la Parigi liberata – dove fotografa, tra gli altri, l’amico Picasso – fino alle campagne alsaziane, al Lussemburgo, ed infine alla Germania, dove narra la fine di Hitler e dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau.

Nonostante i militari facciano la loro comparsa in alcune tra le più belle immagini di Lee Miller, gran parte delle sue fotografie esposte ritraggono la gente comune e raccontano la guerra dal loro punto di vista: sfollati che pregano, bambini che fanno a gara per ottenere un po’ di cioccolata o che festeggiano la liberazione di Parigi ballando su un’automobile…

Molto intense sono soprattutto le immagini che raffigurano i bambini, e lasciano immaginare una percezione della guerra certamente per molti versi distante da quella degli adulti, ma certo non meno drammatica: il ritratto di un bambino evacuato, dallo sguardo alquanto sperduto, è tra le immagini che più colpiscono. Ma le immagini più forti tra quelle scattate dalla Miller sono quelle che documentano ciò che resta al momento della liberazione nei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau, molto “dirette” nel raffigurare l’orrore.

Terra di nessuno

Tony Vaccaro - Terra di nessuno

Tony Vaccaro sbarca insieme alle truppe a Omaha Beach e, come si legge nelle didascalie della mostra, porta in una mano la macchina fotografica e nell’altra il fucile. Molti dei suoi sono infatti scatti d’azione, legati agli avvenimenti sul campo: raffigurano infatti la morte in battaglia, “l’ultimo passo” di un soldato colpito a morte – un’immagine che ricorda, per certi versi, la celeberrima fotografia del miliziano che cade di Robert Capa – ma anche le lettere che rimarranno non lette, inviate da familiari ignari della morte in guerra dei loro cari.

Ma la guerra del fotografo-soldato Vaccaro non è fatta solo di combattimenti, ma anche di incontri: tra le sue immagini troviamo un soldato che bacia una bambina mentre alcune donne ballano intorno a loro per celebrare la liberazione in Francia, ma anche un militare russo ritratto in un primo piano inquadrato dal basso, come a enfatizzarne l’imponenza.

Tony Vaccaro Il bacio della liberazione

Tony Vaccaro - Il bacio della liberazione

La mostra è curata da Marco Delogu e Umberto Gentiloni. Il catalogo della mostra, elegante ed essenziale, realizzato in carta riciclata ad eccezione delle pagine su cui sono stampate le fotografie, è pubblicato da punctum e costa 20 euro.

Scatti di guerra. Lee Miller e Tony Vaccaro dallo sbarco in Normandia a Berlino.
Info: Scuderie del Quirinale

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