Archive for the mostre Category

Scatti di guerra

Posted in mostre with tags , , , , , , , , , , , , on 1 settembre 2009 by Giulia
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Lee Miller - Bambini si arrampicano per raggiungere la razione di cioccolato Fred Feekart's dal conducente della jeep - Dinard, France, 1944.

65 anni dopo lo sbarco in Normandia, le Scuderie del Quirinale a Roma hanno celebrato l’anniversario con una mostra, aperta fino al 30 agosto 2009, che raccoglie due serie di scatti che narrano, in modi diversi, quegli eventi e quelli che seguirono, nelle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale.

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Carlo Rondinelli

Posted in mostre with tags , , , , , on 13 marzo 2008 by Mirko Caserta

Si apre sabato 15 marzo 2008 alle ore 18:00 la mostra fotografica Suono e Calore di Carlo Rondinelli presso lo spazio espositivo della libreria Odradek in via dei Banchi Vecchi 57 a Roma. Come nostra abitudine, abbiamo posto alcune domande a Carlo.

Winton Marsalis

IiBN: «Personalmente ho sempre trovato che fotografare la musica sia una faccenda piuttosto complicata, sia per una questione puramente tecnica, sia per la difficoltà oggettiva della fotografia nel rendere un’atmosfera senza l’ausilio della componente sonora. Le tue immagini sono molto eloquenti ma potresti ugualmente dirci cosa cerchi in una fotografia di un musicista?»

CR: «Una piccola premessa: le foto che hai visto su Flickr le ho tutte realizzate tra il 1980 e l’85 senza i vincoli di un committente. Questo ha significato massima libertà anche nel decidere emozionalmente se fotografare oppure no, perché non dovevo tornare a casa con un servizio. L’idea di organizzarle in mostra é nata a metà dell’anno scorso e devo ringraziare il Kinà Art Café di Marino e la libreria Odradek di Roma a cui sono piaciute le foto e che mi hanno dato la possibilità di esporle.»

«Spiegare cosa cerco quando scatto una foto durante un concerto non é semplice. Prima di tutto, da appassionato e musicista jazz dilettante, ho un forte coinvolgimento che a volte mi porta a mettere in secondo piano lo scattare immagini per privilegiare invece l’ascolto, anche se in effetti non credo si possa fotografare questa musica se non la si ama profondamente.»

«Trovarsi poi di fronte a jazzisti che in alcuni casi sono delle autentiche leggende, mi ha sempre ispirato un senso di profondo rispetto e in alcuni casi commozione. Penso al concerto di Rollins qualche anno fa al Teatro dell’Opera di Roma. Probabilmente quello che cerco di rappresentare sono proprio questi due aspetti.»

Walter Davis Jr.

Rev. Jesse Jackson

IiBN: «Un buon numero dei musicisti ritratti sono, ahimé, scomparsi. Come appassionato di musica jazz, come ti senti rispetto ad un mondo musicale che, giustamente, evolve e subisce ogni genere di contaminazioni ma la cui tradizione più genuina è destinata a scomparire significativamente nel giro di pochi anni?»

CR: «Bisognerebbe capire cosa si intende per tradizione genuina. Per me sono genuini il quartetto di John Coltrane, l’orchestra di Ellington, il quintetto di Miles Davis ma anche i Weather Report, Frank Zappa, la Vienna Art Orchestra, gli Screaming Headless Torsos, che tra l’altro hanno inciso una stupenda versione di Blue in Green: senza i primi gli altri forse non sarebbero mai nati.»

«Sembra banale dirlo, ma la buona musica rimane e il resto si dimentica, e tra la buona c’è quella che ti piace e quella che ti lascia indifferente. Nel jazz non c’è posto per gli improvvisati o per le bolle commerciali, come può avvenire in altri ambiti musicali.»

«Jazzisti musicalmente geniali ce ne sono sempre stati, penso a Scott La Faro, a Clifford Brown, a Charlie Parker, e in un altro ambito sempre legato al jazz, a Jaco Pastorius, tutti scomparsi purtroppo giovanissimi. Ma accanto a questi ci sono anche personaggi come Art Blakey, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Herbie Hancock e molti altri, che hanno avuto e continuano ad avere una vita musicale molto lunga, senza grandi scadimenti creativi e qualitativi e che sono stati una palestra per giovani jazzisti divenuti poi famosi.»

«Io credo che ci sarà sempre qualcuno che vorrà suonare i brani di jazz degli anni venti ad alto livello senza per questo sentirsi da meno di altri che fanno sperimentazione. È un pò quello che avviene in ambito fotografico: esiste il digitale ma c’è chi scatta con delle macchine a foro stenopeico; non puoi elogiare i primi e deridere i secondi, sono mezzi e risultati espressivi diversi.»

«Rispetto ai musicisti che ho fotografato, penso di avere risposto in parte nella domanda precedente. Potrei solo aggiungere che proprio perché amo questa musica ho avuto la fortuna di condividere insieme a molte altre persone dei concerti indimenticabili e che in più ho umilmente scattato delle fotografie.»

Dexter Gordon

Johnny Griffin

La mostra durerà fino al 21 marzo ma potete guardare alcune delle foto esposte sul sito di Carlo Rondinelli.

La Bari di Gabriele Basilico in mostra

Posted in mostre with tags , , , , , , , , , , on 25 febbraio 2008 by Giulia

Esistono molti modi per raccontare una città attraverso un progetto fotografico.

Se per chi fa fotografia di strada a dare forma e sostanza ad una città sono le persone che la vivono, negli scatti urbani di Gabriele Basilico ogni presenza umana sembra in un primo momento assente.

BasilicoFerrarese

Ma si tratta di una prima, superficiale impressione; in quanto architetto oltre che fotografo, Basilico fa letteralmente “parlare” gli edifici, le strade, il paesaggio urbano.

BasilicoFiera

La mostra BASILICO.BARI 0607, in corso a Bari fino al prossimo 2 marzo, raccoglie poco meno di cento scatti in bianco e nero che il fotografo milanese ha realizzato nel capoluogo pugliese nel 2006/07.

Nelle sue immagini in grande formato realizzate con un banco ottico, Basilico raffigura una città che pare popolata solo da palazzi e strade deserte, tetti e antenne, cartelloni pubblicitari e stazioni. Per chi Bari la conosce, viva e affollata di gente e di automobili, l’effetto è piuttosto straniante.

BasilicoPoggiofranco1

Ben presto tuttavia l’elemento umano torna, letteralmente, a farsi sentire. Lo troviamo nelle installazioni sonore, a cura del regista barese Alessandro Piva, che accompagnano alcuni scatti – indossando le cuffie poste sotto alcune delle immagini esposte è possibile ascoltare i suoni della città, in cui si mescolano i rumori della strada, la sigla del telegiornale, gli altoparlanti della stazione.

BasilicoFerrovia

E’ così che osservando i tetti affollati di antenne dei palazzi baresi – oggetto di una delle serie di cui si compone la mostra – si finisce per immaginare le persone che in quegli edifici ci abitano, magari anche molto diverse da un quartiere all’altro, le loro case, le cucine con la televisione accesa.

BasilicoTetti

E’ dunque il paesaggio urbano a raccontare, in questi scatti, la quotidianità e la storia recentissima di Bari, senza bisogno di didascalie. Molto hanno da raccontare il lungomare ancora soffocato – in uno scatto risalente evidentemente a prima dell’aprile 2006 – dalla famigerata “saracinesca” di quello che fu l’ecomostro di Punta Perotti, il teatro Petruzzelli che silente da quasi vent’anni attende la fortunatamente ormai prossima riapertura, dopo il disastroso incendio del 1991, il cantiere di “Villa Camilla”, futuro centro polivalente, abbandonato per anni e che solo recentemente ha ripreso vita.

Gli scatti che compongono la mostra sono raccolti anche in un volume, anch’esso intitolato BASILICO.BARI 0607, curato da Clara Gelao ed edito da Motta (44 euro).

BasilicoLibro

Gabriele Basilico – BASILICO.BARI 0607

Bari, Pinacoteca Provinciale
Via Spalato, 19

13 ottobre 2007 – 2 marzo 2008

Orari indicativi: martedì-sabato 9,30-19; domenica 9-13.
Gli orari possono variare; si può telefonare allo 0805412421 per chiedere conferma.

Biglietti: euro 2,58; ridotto: 0,52