They need our help

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 20 aprile 2009 by Sara Angelini

Foto di Christian Fossati

L’Aquila, Abruzzo, Italia

293 morti

1500 feriti

28ooo senzatetto

Hanno bisogno del nostro aiuto

E’ possibile effettuare donazioni attraverso la Croce Rossa Italiana tramite Paypal o carta di credito.

Aiutate le vittime del terremoto.

Earthquake in Abruzzo - Christian Fossati

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Photos by Christian Fossati

L’Aquila, Abruzzo, Italy

293 dead

1500 injured

28ooo displaced

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You can donate as much as you can to the italian Red Cross with your Paypal account or with your credit card.

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Sanders McNew

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2008 by Giulia

Sanders McNew è un ritrattista statunitense. I suoi lavori, realizzati su pellicola in bianco e nero, sono incentrati principalmente su soggetti femminili. di cui spesso vengono citati professione e città d’origine. Abbiamo avuto occasione di discutere con l’autore le motivazioni alla base di questo suo progetto e di conoscere meglio il suo approccio alla fotografia, nell’intervista che riportiamo qui sotto.

Seamstress, Milwaukee.

Seamstress, Milwaukee.

IiBN: «Abbiamo molto apprezzato la sua serie di nudi femminili in cui ogni modella è presentata citando la sua professione. Come è nata questa idea e come si è sviluppata?»

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portfolio@ideeBN – “Inner Circus” di Laura Rodari

Posted in portfolio with tags , , , on 5 novembre 2008 by Mario Macaluso

come se fosse sempre notte, anche di giorno.
ovvero, delle ossessioni

così ama descriversi Laura Rodari, autrice di «Inner Circus»

«Questo viaggio parte da lontano, dalla fascinazione che ho sin da
bimba per il circo, che mi attira e allo stesso modo mi inquieta.
Un lavoro lungo, che inizia con la ricerca del circo come lo volevo
io, poi l’approccio, entrando in punta di piedi, i giorni passati con
loro, città diverse, fino ad ottenere la fiducia, perchè prima di
poter fotografare questa cosa dovevo conoscerla, dal di dentro.
La chiamano empatia».

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Portfolio@ideeBN – “Il mondo di Vesna” di Maurizio Cimino

Posted in portfolio with tags , , , , , , on 9 ottobre 2008 by Mario Macaluso

Maurizio Cimino nasce a Washington D.C. nel 1969.

E’ laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli, dove oggi lavora come ricercatore presso la facoltà di sociologia.

Dal catalogo della mostra “Il mondo di Vesna”,

dal 30 settembre al 29 novembre presso “Altrimenti” – 11 rue Saint Zithe, L-2763 Luxembourg

Seppellitemi in piedi, sono stato in ginocchio per tutta la vita
(appello di uno zingaro anonimo)

«L’unico accampamento Rom legale di Napoli si trova alle spalle del carcere di Secondigliano. Ciò che mi si è aperto dinanzi è un mondo onirico ed allo stesso reale, il mondo di Vesna, una bambina Rom sordomuta ed il suo microcosmo familiare fatto di giochi, di disagi, di momenti di socializzazione.
Un elemento che mi ha colpito profondamente è stato il dover riscontrare come la qualità di vita degli ospiti del campo sia al di sotto dei limiti degli standard occidentali di vivibilità, con la conseguenza che il disagio è evidente: gli abitanti del campo sono costretti a vivere in containers prefabbricati, senza servizi interni, senza termosifoni, costituiti da un’unica stanza; inoltre, per coloro i quali cercano di integrarsi nella società, spesso la possibilità di trovare un lavoro è una vera e propria chimera.»

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Portfolio@ideeBN – “Mexico project” di Edvard Ciani

Posted in portfolio with tags , , , , , , , , on 3 ottobre 2008 by Mario Macaluso

Inaguriamo con questo post una rubrica che ospiterà i portfolio di giovani – o meno giovani – autori, professionisti e non, scovati in rete, i cui lavori pensiamo meritino una visibilità maggiore, e più trasversale, rispetto a quella che può dare una community o un sito web.

Iniziamo con “Mexico project” di Edvard Ciani.

Edvard Ciani, 37 anni, è nato e vive a Trieste.

Si è laureato in scienze politiche e si è specializzato in diritti umani e cooperazione.

La fotografia e l’America Latina sono le sue grandi passioni.

«Questo progetto nasce dalla necessità di mostrare una terra che amo con tutto il cuore. Una terra magica che mi ha più volte dato ospitalità, mi ha accompagnato nei momenti di confusione, mi ha aiutato a crescere e mi ha dato fiducia in me stesso. Una terra dove ho trovato la gioia e l’amore, la tenerezza e la magia, la forza per andare avanti verso una meta che prima mi sembrava impossibile, un posto che non vorrei mai lasciare, una casa, un desiderio, una necessità. Queste foto ultime di una serie infinita di foto, diapositive, non sono altro che un piccolo e sentito omaggio.»

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Francisco Mata Rosas

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , on 15 settembre 2008 by Mario Macaluso

Continua il nostro viaggio ideale nell’America Latina attraverso lo sguardo di alcuni fotografi che ci hanno particolarmente colpito per il loro modo di lavorare.

Dopo Tomas Munita, è la volta di Francisco Mata Rosas, nato a Città del Messico nel 1958, e laureatosi in giornalismo e fotografia nei primi anni ’80.

Le sue immagini sono state pubblicate su importanti testate internazionali, tra cui The New York Times, The Los Angeles Times, La Jornada, Milenio, La Riforma e The Independent Magazine, e sono state esposte in musei e gallerie in Messico, Olanda, Germania, Francia, Scozia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti.

Mata Rosas ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello alla Biennale di fotografia messicana nel 1988, il Premio d’onore per il bicentenario della Rivoluzione francese nel 1989, e quello in occasione del terzo premio annuale Mother Jones Photography, nel 1993.

La sua prima pubblicazione è stata Sabato de Gloria (Grupo Deseo, 1994). Successivamente sono stati dati alle stampe Litorales (Centro de la Imagen, 2000), una raccolta di immagini panoramiche delle spiagge Messicane riprese con una toy-camera e Mexico-tenochtitlan (Fra, 2005).

mata-rosas.jpg

Oggi Francisco continua a lavorare con le sue toy-camera e le sue immagini sono pubblicate e diffuse su Internet (tramite il suo sito personale e il suo spazio su Flickr) e su testate di diversi paesi di tutto il mondo.

Francisco Mata Rosas ci ha concesso un’intervista che riportiamo di seguito.

IiBN: «Francisco, abbiamo visionato i tuoi lavori sul tuo sito e abbiamo particolarmente apprezzato i reportages sul Chiapas e su Cuba. Puoi raccontarci qualcosa su come questi lavori sono stati concepiti e realizzati?»

FMR: «Nel caso del Chiapas, il mio approccio è stato di tipo fotogiornalistico, cercando di riportare le notizie in prima battuta; l’interesse per il tema e la mia precedente esperienza come fotogiornalista durante la guerra in El Salvador, nel 1989, mi hanno motivato a sviluppare un lavoro di maggiore profondità, tramite il quale sono andato a ricercare le cause e gli effetti del conflitto. Continua a leggere

9/11

Posted in archivi storici with tags , , , , , , , , , , on 11 settembre 2008 by Paolo Del Signore

Mi ricordo il momento. Ero seduto alla mia scrivania, qualche voce nell’open space dove allora lavoravo e subito andai “a vedere”. Era il sito della CNN e iniziavo a vedere l’immagine di un qualcosa di fumante in un grattacielo, grazie ad una webcam che ci teneva legati a ciò che avveniva oltre l’oceano. Dai primi titoli posti accanto al video in diretta, pareva trattarsi di una tragica fatalità che interessava una delle due torri gemelle, di cui non ricordavo neanche l’ esistenza. Dopo pochi minuti, giusto il tempo di capire che era stato un aereo a colpire l’enorme grattacielo, subito percepii un altro lampo, osservando il bagliore inconsueto attraverso la visione approssimativa della webcam, un’esplosione – capii un attimo dopo – praticamente “vista in diretta”. Il brusio nell’open space divenne una sorta di mormorio indistinto, poi più netto; gruppi di persone si avvicinavano per commentare, piuttosto scossi. Infine ciascuno tornò ai propri posti, tentando di lavorare, anche se non c’era verso di riuscirci. Non poteva essere una coincidenza, non era più un tragico incidente. Forse qualcosa sarebbe cambiato per tutti.

Credo che ciascuno abbia un ricordo di quel momento, qualsiasi sia il tipo di idea che si sia fatto successivamente, un ricordo legato al luogo in cui ha vissuto quel momento, a come lo abbia appreso, alla successiva consapevolezza, per me acquisita molto lentamente.

Dopo una settimana, forse anche meno (il tempo pareva scorrere con estrema rarefazione in quei giorni), riuscii a prendere una copia di un’edizione speciale del TIME, dedicata a “9/11”. Dalla prima foto in copertina mi accorsi che era quella visione delle cose che mi mancava, nonostante tutte le ore di televisione e di immagini, era un guardare diverso quello che pareva mancare per riuscire a rendere davvero reale, ossia davvero umano, quello che avevo appreso solo a livello di informazione e che non riusciva a sedimentarsi nella mia mente (era come il pulviscolo terribile e pregnante derivato dall’abbattimento dei due enormi giganti di acciaio e cemento e carne ed ossa e mobili e carta e denaro e lacrime e certezze e speranze).

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