They need our help

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 20 aprile 2009 by Sara Angelini

Foto di Christian Fossati

L’Aquila, Abruzzo, Italia

293 morti

1500 feriti

28ooo senzatetto

Hanno bisogno del nostro aiuto

E’ possibile effettuare donazioni attraverso la Croce Rossa Italiana tramite Paypal o carta di credito.

Aiutate le vittime del terremoto.

Earthquake in Abruzzo - Christian Fossati

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Photos by Christian Fossati

L’Aquila, Abruzzo, Italy

293 dead

1500 injured

28ooo displaced

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Tano D’Amico, di Alessandra Pirera

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , , , , , on 23 gennaio 2009 by Mario Macaluso

Pubblichiamo una intervista a Tano D’Amico realizzata per noi da Alessandra Pirera, che ringraziamo per il prezioso contributo, invitandovi ad ammirare le sue immagini della Bolivia.

Mi è sempre piaciuto incontrare Tano D’Amico, alle manifestazioni, nelle assemblee, tra la gente. Poi un giorno io e Chiara (amica e aiuto prezioso, come sempre) abbiamo preso appuntamento per parlare di fotografia ed è stato come incontrarlo tra quella stessa gente, come se una Mary Poppins immaginaria ci prendesse per mano e ci facesse entrare nelle sue fotografie. Quelle di ieri e quelle di oggi. Tutte le immagini delle storie che ha raccontato, e che in comune hanno tanti punti di cui uno è il suo. Il suo punto di vista: «quando facevamo manifestazioni di 150 mila persone tutti pensavano che sarei arrivato il giorno dopo con una foto con 150 mila puntini» ci ha raccontato dopo l’intervista «e io arrivavo con quattro occhi, cinque mani o due innamorati. Le pubblicavamo e piacevano. Perché, mi hanno poi detto, davano speranza».
A Tano un grande ringraziamento, per la speranza, la disponibilità e per tutto, tutto il resto.

© Enrico Pescosolido

© Enrico Pescosolido

IiBN: «Vorremmo iniziare parlando della contaminazione della fotografia con altre arti visive. C’è questa tendenza oggi. Tu lo ritieni un aspetto positivo o no? Alcuni la rivendicano come simbolo di innovazione, e sembra quasi che una delle aspirazioni massime di alcuni fotografi sia quella di potersi chiamare “artista”. Ma la fotografia non ha una sua dignità autonoma e indipendente?»

TDA: «È vero che la fotografia si contamina e contamina altre forme espressive. Esistono fotografie che hanno una visione strumentale, altre che ci richiamano al nostro ruolo di essere umano.»

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Sanders McNew

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2008 by Giulia

Sanders McNew è un ritrattista statunitense. I suoi lavori, realizzati su pellicola in bianco e nero, sono incentrati principalmente su soggetti femminili. di cui spesso vengono citati professione e città d’origine. Abbiamo avuto occasione di discutere con l’autore le motivazioni alla base di questo suo progetto e di conoscere meglio il suo approccio alla fotografia, nell’intervista che riportiamo qui sotto.

Seamstress, Milwaukee.

Seamstress, Milwaukee.

IiBN: «Abbiamo molto apprezzato la sua serie di nudi femminili in cui ogni modella è presentata citando la sua professione. Come è nata questa idea e come si è sviluppata?»

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portfolio@ideeBN – “Inner Circus” di Laura Rodari

Posted in portfolio with tags , , , on 5 novembre 2008 by Mario Macaluso

come se fosse sempre notte, anche di giorno.
ovvero, delle ossessioni

così ama descriversi Laura Rodari, autrice di «Inner Circus»

«Questo viaggio parte da lontano, dalla fascinazione che ho sin da
bimba per il circo, che mi attira e allo stesso modo mi inquieta.
Un lavoro lungo, che inizia con la ricerca del circo come lo volevo
io, poi l’approccio, entrando in punta di piedi, i giorni passati con
loro, città diverse, fino ad ottenere la fiducia, perchè prima di
poter fotografare questa cosa dovevo conoscerla, dal di dentro.
La chiamano empatia».

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Portfolio@ideeBN – “Il mondo di Vesna” di Maurizio Cimino

Posted in portfolio with tags , , , , , , on 9 ottobre 2008 by Mario Macaluso

Maurizio Cimino nasce a Washington D.C. nel 1969.

E’ laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli, dove oggi lavora come ricercatore presso la facoltà di sociologia.

Dal catalogo della mostra “Il mondo di Vesna”,

dal 30 settembre al 29 novembre presso “Altrimenti” – 11 rue Saint Zithe, L-2763 Luxembourg

Seppellitemi in piedi, sono stato in ginocchio per tutta la vita
(appello di uno zingaro anonimo)

«L’unico accampamento Rom legale di Napoli si trova alle spalle del carcere di Secondigliano. Ciò che mi si è aperto dinanzi è un mondo onirico ed allo stesso reale, il mondo di Vesna, una bambina Rom sordomuta ed il suo microcosmo familiare fatto di giochi, di disagi, di momenti di socializzazione.
Un elemento che mi ha colpito profondamente è stato il dover riscontrare come la qualità di vita degli ospiti del campo sia al di sotto dei limiti degli standard occidentali di vivibilità, con la conseguenza che il disagio è evidente: gli abitanti del campo sono costretti a vivere in containers prefabbricati, senza servizi interni, senza termosifoni, costituiti da un’unica stanza; inoltre, per coloro i quali cercano di integrarsi nella società, spesso la possibilità di trovare un lavoro è una vera e propria chimera.»

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Portfolio@ideeBN – “Mexico project” di Edvard Ciani

Posted in portfolio with tags , , , , , , , , on 3 ottobre 2008 by Mario Macaluso

Inaguriamo con questo post una rubrica che ospiterà i portfolio di giovani – o meno giovani – autori, professionisti e non, scovati in rete, i cui lavori pensiamo meritino una visibilità maggiore, e più trasversale, rispetto a quella che può dare una community o un sito web.

Iniziamo con “Mexico project” di Edvard Ciani.

Edvard Ciani, 37 anni, è nato e vive a Trieste.

Si è laureato in scienze politiche e si è specializzato in diritti umani e cooperazione.

La fotografia e l’America Latina sono le sue grandi passioni.

«Questo progetto nasce dalla necessità di mostrare una terra che amo con tutto il cuore. Una terra magica che mi ha più volte dato ospitalità, mi ha accompagnato nei momenti di confusione, mi ha aiutato a crescere e mi ha dato fiducia in me stesso. Una terra dove ho trovato la gioia e l’amore, la tenerezza e la magia, la forza per andare avanti verso una meta che prima mi sembrava impossibile, un posto che non vorrei mai lasciare, una casa, un desiderio, una necessità. Queste foto ultime di una serie infinita di foto, diapositive, non sono altro che un piccolo e sentito omaggio.»

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Francisco Mata Rosas

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , on 15 settembre 2008 by Mario Macaluso

Continua il nostro viaggio ideale nell’America Latina attraverso lo sguardo di alcuni fotografi che ci hanno particolarmente colpito per il loro modo di lavorare.

Dopo Tomas Munita, è la volta di Francisco Mata Rosas, nato a Città del Messico nel 1958, e laureatosi in giornalismo e fotografia nei primi anni ’80.

Le sue immagini sono state pubblicate su importanti testate internazionali, tra cui The New York Times, The Los Angeles Times, La Jornada, Milenio, La Riforma e The Independent Magazine, e sono state esposte in musei e gallerie in Messico, Olanda, Germania, Francia, Scozia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti.

Mata Rosas ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello alla Biennale di fotografia messicana nel 1988, il Premio d’onore per il bicentenario della Rivoluzione francese nel 1989, e quello in occasione del terzo premio annuale Mother Jones Photography, nel 1993.

La sua prima pubblicazione è stata Sabato de Gloria (Grupo Deseo, 1994). Successivamente sono stati dati alle stampe Litorales (Centro de la Imagen, 2000), una raccolta di immagini panoramiche delle spiagge Messicane riprese con una toy-camera e Mexico-tenochtitlan (Fra, 2005).

mata-rosas.jpg

Oggi Francisco continua a lavorare con le sue toy-camera e le sue immagini sono pubblicate e diffuse su Internet (tramite il suo sito personale e il suo spazio su Flickr) e su testate di diversi paesi di tutto il mondo.

Francisco Mata Rosas ci ha concesso un’intervista che riportiamo di seguito.

IiBN: «Francisco, abbiamo visionato i tuoi lavori sul tuo sito e abbiamo particolarmente apprezzato i reportages sul Chiapas e su Cuba. Puoi raccontarci qualcosa su come questi lavori sono stati concepiti e realizzati?»

FMR: «Nel caso del Chiapas, il mio approccio è stato di tipo fotogiornalistico, cercando di riportare le notizie in prima battuta; l’interesse per il tema e la mia precedente esperienza come fotogiornalista durante la guerra in El Salvador, nel 1989, mi hanno motivato a sviluppare un lavoro di maggiore profondità, tramite il quale sono andato a ricercare le cause e gli effetti del conflitto. Continua a leggere