Archivio per Mexico

“Il labirinto” messicano di Juan De la Cruz

Posted in fotografi with tags , , , on 9 dicembre 2009 by Mario Macaluso

Torniamo ancora una volta in america latina pubblicando alcune immagini di un giovane fotografo messicano, Juan De la Cruz. Le immagini sono una parte del lavoro intitolato Il labirintoe sono accompagnate da una breve intervista, realizzata nello scorso novembre, dal nostro amico fotografo Edvard Ciani

IiBN: «Juan, stai lavorando ad un progetto che si chiama “Il labirinto“, cosa ci puoi raccontare su di esso?»

JDLC: «Il labirinto è il risultato di un processo di introspezione iniziato 4 anni fa, è un viaggio nella parte più buia e luminosa della mia anima, un viaggio al centro del mio universo, una guerra che ogni giorno combatto dentro me stesso, si manifesta nelle immagini che vengono dal mio profondo, è un conoscere i demoni e le virtù che mi fanno palpitare, con i quali sono nato e che mi danno una singolarità in questa vita,  non tanto con l’obiettivo di conoscerli per dominarli, ma per conciliarmi con essi.»

«E’ quindi un lavoro molto personale, che trova il filo conduttore delle immagini nelle espressioni quotidiane e popolari del mio paese.»

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Portfolio@ideeBN – “Mexico project” di Edvard Ciani

Posted in portfolio with tags , , , , , , , , on 3 ottobre 2008 by Mario Macaluso

Inaguriamo con questo post una rubrica che ospiterà i portfolio di giovani – o meno giovani – autori, professionisti e non, scovati in rete, i cui lavori pensiamo meritino una visibilità maggiore, e più trasversale, rispetto a quella che può dare una community o un sito web.

Iniziamo con “Mexico project” di Edvard Ciani.

Edvard Ciani, 37 anni, è nato e vive a Trieste.

Si è laureato in scienze politiche e si è specializzato in diritti umani e cooperazione.

La fotografia e l’America Latina sono le sue grandi passioni.

«Questo progetto nasce dalla necessità di mostrare una terra che amo con tutto il cuore. Una terra magica che mi ha più volte dato ospitalità, mi ha accompagnato nei momenti di confusione, mi ha aiutato a crescere e mi ha dato fiducia in me stesso. Una terra dove ho trovato la gioia e l’amore, la tenerezza e la magia, la forza per andare avanti verso una meta che prima mi sembrava impossibile, un posto che non vorrei mai lasciare, una casa, un desiderio, una necessità. Queste foto ultime di una serie infinita di foto, diapositive, non sono altro che un piccolo e sentito omaggio.»

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Francisco Mata Rosas

Posted in fotografi with tags , , , , , , , , on 15 settembre 2008 by Mario Macaluso

Continua il nostro viaggio ideale nell’America Latina attraverso lo sguardo di alcuni fotografi che ci hanno particolarmente colpito per il loro modo di lavorare.

Dopo Tomas Munita, è la volta di Francisco Mata Rosas, nato a Città del Messico nel 1958, e laureatosi in giornalismo e fotografia nei primi anni ’80.

Le sue immagini sono state pubblicate su importanti testate internazionali, tra cui The New York Times, The Los Angeles Times, La Jornada, Milenio, La Riforma e The Independent Magazine, e sono state esposte in musei e gallerie in Messico, Olanda, Germania, Francia, Scozia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti.

Mata Rosas ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello alla Biennale di fotografia messicana nel 1988, il Premio d’onore per il bicentenario della Rivoluzione francese nel 1989, e quello in occasione del terzo premio annuale Mother Jones Photography, nel 1993.

La sua prima pubblicazione è stata Sabato de Gloria (Grupo Deseo, 1994). Successivamente sono stati dati alle stampe Litorales (Centro de la Imagen, 2000), una raccolta di immagini panoramiche delle spiagge Messicane riprese con una toy-camera e Mexico-tenochtitlan (Fra, 2005).

mata-rosas.jpg

Oggi Francisco continua a lavorare con le sue toy-camera e le sue immagini sono pubblicate e diffuse su Internet (tramite il suo sito personale e il suo spazio su Flickr) e su testate di diversi paesi di tutto il mondo.

Francisco Mata Rosas ci ha concesso un’intervista che riportiamo di seguito.

IiBN: «Francisco, abbiamo visionato i tuoi lavori sul tuo sito e abbiamo particolarmente apprezzato i reportages sul Chiapas e su Cuba. Puoi raccontarci qualcosa su come questi lavori sono stati concepiti e realizzati?»

FMR: «Nel caso del Chiapas, il mio approccio è stato di tipo fotogiornalistico, cercando di riportare le notizie in prima battuta; l’interesse per il tema e la mia precedente esperienza come fotogiornalista durante la guerra in El Salvador, nel 1989, mi hanno motivato a sviluppare un lavoro di maggiore profondità, tramite il quale sono andato a ricercare le cause e gli effetti del conflitto. Continua a leggere